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	<title>freebooting Archivi - Passione Cosplay</title>
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		<title>Copyright e Cosplay</title>
		<link>https://www.passionecosplay.it/news/copyright-e-cosplay</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[passione2015]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2019 18:48:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Cicchetti]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[cosplay]]></category>
		<category><![CDATA[cosplay is not consent]]></category>
		<category><![CDATA[freebooting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosplay sarà pure not consent, freedom etc. ma non tutti realizzano che “Cosplay is Internet”. Se anni fa ai cosplayers bastava ritrovarsi al raduno del loro manga preferito al Lucca Comics e arrangiare un costume di uno dei personaggi alla bene e meglio con scarti di guardaroba, oggi la situazione sembra essere un po’ cambiata. Più cura, più investimento di risorse da parte di chi indossa, chi crea e chi ritrae. Non staremo a sindacare sulle motivazioni, ma trovatemi un cosplayer che quando ha una foto al suo costume non la spamma ovunque in tutti i siti dove possiede un account. Ci piace, è fantastico. Siamo e, soprattutto, siete tutti meravigliosi con i vostri lavori. Quindi di che stiamo parlando oggi? Parliamo di Europa e degli articoli sul copyright. NON FUGGITE, è importante! Chi di noi non ha caricato una sua foto su Instagram, Facebook o DeviantArt? Chi di noi non ha investito sangue sudore e lacrime sul proprio progetto? Chi di noi non si è fatto un mazzo o a cucire, mettere insieme pezzi di props, a risparmiare i soldi per una commissione, o anche solo su photoshop? Questo articolo è per voi. Se proprio non vi va vi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.passionecosplay.it/news/copyright-e-cosplay">Copyright e Cosplay</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.passionecosplay.it">Passione Cosplay</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cosplay sarà pure not consent, freedom etc. ma non tutti
realizzano che “Cosplay is Internet”. </p>



<p>Se anni fa ai cosplayers bastava ritrovarsi al raduno del
loro manga preferito al Lucca Comics e arrangiare un costume di uno dei
personaggi alla bene e meglio con scarti di guardaroba, oggi la situazione
sembra essere un po’ cambiata. Più cura, più investimento di risorse da parte
di chi indossa, chi crea e chi ritrae. Non staremo a sindacare sulle
motivazioni, ma trovatemi un cosplayer che quando ha una foto al suo costume
non la spamma ovunque in tutti i siti dove possiede un account. </p>



<p>Ci piace, è fantastico. Siamo e, soprattutto, siete tutti
meravigliosi con i vostri lavori. </p>



<p>Quindi di che stiamo parlando oggi? Parliamo di Europa e
degli articoli sul copyright.</p>



<p>NON FUGGITE, è importante! </p>



<p>Chi di noi non ha caricato una sua foto su Instagram,
Facebook o DeviantArt? Chi di noi non ha investito sangue sudore e lacrime sul
proprio progetto? Chi di noi non si è fatto un mazzo o a cucire, mettere
insieme pezzi di props, a risparmiare i soldi per una commissione, o anche solo
su photoshop?</p>



<p>Questo articolo è per voi.</p>



<p>Se proprio non vi va vi lascio<strong> il link all’ultimo video di Yotobi</strong> (qui il link in coll. Ipertext)
(<a href="https://www.youtube.com/watch?v=2tBwsJ-SCSg">https://www.youtube.com/watch?v=2tBwsJ-SCSg</a>).</p>



<p>Karim qui ci parla della riforma approvata meno di un
mese fa dall’Unione Europea che interessa le norme del copyright, la “Direttiva
sul diritto d’autore nel mercato unico digitale”. </p>



<p>Avete presente quando fate un disegno e lo postate su
internet? Questa direttiva serve a tutelare il vostro disegno in caso ci
vengano fatte cose che non volete.</p>



<p>Qui il testo integrale in italiano, dal sito dell’UE
&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt; <a href="https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2016/IT/1-2016-593-IT-F1-1.PDF">https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2016/IT/1-2016-593-IT-F1-1.PDF</a>
</p>



<p>Perché si è sentito il bisogno di farlo?</p>



<p>Chi conosce la parola “<strong>Freebooting</strong>”? </p>



<p>                                             </p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="403" height="309" src="https://www.passionecosplay.it/wp-content/uploads/2019/05/image-4.png" alt="" class="wp-image-166" srcset="https://www.passionecosplay.it/wp-content/uploads/2019/05/image-4.png 403w, https://www.passionecosplay.it/wp-content/uploads/2019/05/image-4-300x230.png 300w" sizes="(max-width: 403px) 100vw, 403px" /></figure>



<p></p>



<p>      In breve, il Freebooting è quando si posta un contenuto di qualcun altro su un profilo o su una pagina. Questa pratica di solito non crea problemi se a condividere il video è un profilo privato, anzi, i creatori del contenuto originale ne sono spesso molto contenti. Quando, invece, a farlo è una pagina che ha modo di guadagnare dal contenuto abbiamo a che fare con il Freebooting, specialmente quando non cita la fonte da cui viene il contenuto caricato. </p>



<p>Vi è mai capitato di vedere più volte lo stesso video
divertente in pagine diverse con bande nere in alto o in basso, a volte con una
frase a effetto scritta sopra o anche emoticon? Probabilmente quel video era
stato ricaricato senza il permesso del creatore e la pagina aveva monetizzato
le visualizzazioni, di fatto lucrando sul prodotto altrui. Le bande nere spesso
sono usate per cancellare i loghi originali che stabiliscono a chi appartiene
il contenuto. Qui accanto una serie di esempi di video Freebooting. </p>



<p>Questa pratica va avanti da molto tempo, ed è il motivo
per cui una direttiva come questa ha un fine più che nobile, anche se mal
concepito da chi l’ha scritta.</p>



<p>“Direttiva” vuol dire che l’Unione Europea non comanda a
bacchetta tutti gli stati europei, né che questi devono fare la stessa cosa
allo stesso modo, ma che in base ai rispettivi governi ogni singolo stato dovrà
creare una o più leggi e provvedimenti che garantiscano la messa in atto della
direttiva. </p>



<p>Gli articoli potranno sembrare poco chiari, ma perché
quello deve essere il prodotto finale: il modo in cui noi arriveremo a ottenere
quello che vogliono all’UE lo dovrà decidere il governo Italiano (Di Maio,
Salvini, Conte etc.).</p>



<p>Negli ultimi 2 anni internet sembra essersi interessato
di più agli articoli 11 e 13. Ora ve li spiego in breve.</p>



<p>L’articolo 11 riguarda il giornalismo e come i giornali
potranno approcciarsi con l’utilizzo dei materiali di Internet e vice versa.
Per farvela breve e facile fingiamo che voi abbiate un sito internet: se volete
citare un articolo di un giornale, o anche solo una parte, dovrete pagare una
“Link Tax/Tassa sul link” per poterlo fare. Per vostra fortuna questo interessa
i domini internet che guadagnano moltissimo dalle loro attività, quindi i siti
più piccoli, incluse le start &#8211; up, non sono incluse. I vostri piccoli siti
sono ancora al sicuro… per ora.</p>



<p>Vi copio l’articolo 13.</p>



<p><em>1. I prestatori di servizi della società
dell’informazione che memorizzano e danno pubblico accesso a grandi quantità di
opere o altro materiale caricati dagli utenti adottano, in collaborazione con i
titolari dei diritti, misure miranti a garantire il funzionamento degli accordi
con essi conclusi per l’uso delle loro opere o altro materiale ovvero volte ad
impedire che talune opere o altro materiale identificati dai titolari dei
diritti mediante la collaborazione con gli stessi prestatori siano messi a
disposizione sui loro servizi. Tali misure, quali l’uso di tecnologie efficaci
per il riconoscimento dei contenuti, sono adeguate e proporzionate. I
prestatori di servizi&nbsp;forniscono ai titolari dei diritti informazioni
adeguate sul funzionamento e l’attivazione delle misure e, se del caso,
riferiscono adeguatamente sul riconoscimento e l’utilizzo delle opere e altro
materiale.<br>
2. Gli Stati membri provvedono a che i
prestatori di servizi di cui al paragrafo 1 istituiscano meccanismi di reclamo
e ricorso da mettere a disposizione degli utenti in caso di controversie in
merito all’applicazione delle misure di cui al paragrafo 1.<br>
3. Gli Stati membri facilitano, se del caso, la
collaborazione tra i prestatori di servizi della società dell’informazione e i
titolari dei diritti tramite dialoghi fra i portatori di interessi, al fine di
definire le migliori prassi, ad esempio l’uso di tecnologie adeguate e
proporzionate per il riconoscimento dei contenuti, tenendo conto tra l’altro
della natura dei servizi, della disponibilità delle tecnologie e della loro
efficacia alla luce degli sviluppi tecnologici.</em></p>



<p>So che non avete letto la parte in corsivo quindi ve la
rispiego in breve.</p>



<p>13.1 I siti su cui caricate la vostra roba devono usare
dei sistemi per riconoscere i contenuti caricati, tipo i bot</p>



<p>13.2 Ci devono stare pure i form di reclamo… non sia mai
il bot si sbagli (chi usa il bot che trascrive i vocali su Telegram sa
benissimo di cosa parlo)</p>



<p>13.3 Nel dubbio ogni suggerimento per migliorare i bot di
riconoscimento automatico è ben accetto</p>



<p>Non so se vi è mai capitato di caricare un video su
Youtube, ma un bot è quella macchina che, seguendo un algoritmo, appena finisci
di caricare il tuo lavoro ti manda un messaggio dicendo “Lo so che hai usato la
canzone di Sfera Ebbasta come sottofondo”. Con questa direttiva anche Facebook
e altri siti importanti con grandi numeri dovranno avere un bot come questo che
rileva automaticamente cosa stai caricando. <br>
<br>
</p>



<p>Voi direte: embé?</p>



<p>Dimmi, tu che hai fatto il cosplay di D.Va spendendo
soldi per stoffe, aghi, filo, macchina da cucire, viaggio e fotografo… facciamo
pure per l’ordine da Ali Express del costume e del Selfie Stick per
completezza.</p>



<p>Da dove viene D.Va?</p>



<p>Bravo, è di Overwatch.</p>



<p>E Overwatch?</p>



<p>Bravo, è un gioco della Blizzard</p>



<p>Il messaggio che riceverete appena premuto il tasto
“carica” sarà qualcosa come “il tuo post viola le nostre norme a protezione del
copyright” ma il significato sarà più o meno questo: </p>



<p><em>“Ciao utente
“Cosplayer_chan_2007”! Hai fatto una foto di D.Va! Mi dispiace non puoi
caricarla altrimenti io &lt;sito&gt; devo pagare i diritti della tua foto a
Blizzard! Presta più attenzione la prossima volta”.</em></p>



<p>Oppure… </p>



<p><em>“Ciao utente
Cosplayer_Kun_99”, bello il tuo cosplay di LoL ma se lascio sta foto qui sul
mio sito che vanta ci centinaia di migliaia di contatti Riot Games potrebbe
farmi causa! Mi dispiace, non posso accettartela</em>”</p>



<p>Se volete posso continuare, ma preferisco evitare.</p>



<p>I problemi sono due: il primo è che al momento i bot
potrebbero non essere in grado di garantire un buon funzionamento del sistema
di riconoscimento, ma è quello che dovrebbe preoccupare meno. Il sistema di
ricerca automatico di Google Immagini sembra funzionare abbastanza bene, e
niente impedirebbe a Facebook e simili di acquistarne la licenza per usarlo.
Inoltre se oggi un bot non funziona lo si può sempre migliorare. Il vero
problema è che utilizzando, di fatto, filtri per la pubblicazione di contenuti
si limiterebbero l’apertura e la circolazione delle informazioni su internet,
ma non è questo il luogo e momento di discuterne.</p>



<p>L’altro problema è una cosa bellissima: l’autore del
contenuto originale sarà avvantaggiato quando andrà a contestare la
ricondivisione non consentita. </p>



<p>Non andrò più a fondo riguardo a chi fa uso di Patreon, o
chi vende stampe e riesce a monetizzare la sua immagine, ma per farvela breve
da adesso i creatori di contenuti hanno più vantaggi. Il problema vero è che se
i capi di Blizzard un giorno decidessero che non vogliono vedere più un
cosplayer di D.va su Instagram noi restiamo fregati. <br>
<br>
<em>“Stai dicendo che tutti resteranno
fregati perché qualche bastardo ha rubato su internet foto di altri e ci ha
fatto i soldi sopra spacciandoli per suoi?”</em></p>



<p>Purtroppo sì. </p>



<p>   </p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.passionecosplay.it/wp-content/uploads/2019/05/image-5.png" alt="" class="wp-image-168" width="271" height="268" srcset="https://www.passionecosplay.it/wp-content/uploads/2019/05/image-5.png 430w, https://www.passionecosplay.it/wp-content/uploads/2019/05/image-5-300x297.png 300w" sizes="(max-width: 271px) 100vw, 271px" /></figure>



<p></p>



<p>  La mancanza di regole ha permesso la venuta dei furbi e spero che questa direttiva faccia più bene che male. Ciò non toglie che i creatori di contenuti abbiano interesse nel vedere le loro opere girare e mostrate nei siti più importanti, (Intendo che è improbabile che Blizzard decida che non si può più postare foto di cosplay di D.va e simili), e soprattutto gli autori piccoli avranno interesse che i nuovi filtri non siano troppo restrittivi. </p>



<p>Il mio consiglio è: siate onesti e precisi.</p>



<p>Quando taggate la vostra foto non tralasciate nulla
perché è nell’interesse sia del creatore del contenuto che del cosplayer
rendere il suo lavoro raggiungibile quanto più possibile. </p>



<p>Siate bravi con tag e hashtag, non abbiate paura di
sperimentare con i loghi e se i vostri lavori sono belli gli autori vi
ricondivideranno volentieri, è anche nel loro interesse.</p>



<p>Ma soprattutto, non date motivo all’autore di arrabbiarsi
con voi! Se prima era legittimato a richiedere la rimozione del vostro
contenuto ora, per fortuna, sarà avvantaggiato. Non buttate all’aria il vostro
lavoro e siate quanto più espansivi possibile, potrà solo che far del bene a
voi e agli altri.</p>



<p>Scritto da: Annalisa Cicchetti</p>
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